Usa e Iran: per Vance l'Iran accetta ispezioni sul necleare, ma Teheran smentisce e rivendica i suoi successi

Il negoziato Usa e Iran è partito. Tutti cantano vittoria, ma evidenziando ciascuna parte successi in contrasto con quanto rivendicato dalla controparte. ““Gettate le basi per un buon accordo.L’Iran accetterà ispezioni sul nucleare”, ha fatto sapere il vicepresidente Vance che ha partecipato attivamente ai colloqui a Lucerna, ma Teheran smentisce.Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che "Teheran non ha intenzione di consentire agli ispettori dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) di visitare i siti nucleari bombardati durante la guerra". 

Il capo negoziatore di Teheran, Mohammed Bagher Ghalibaf, da parte sua, ha tenuto a fare sapere "che la gestione dello Stretto di Hormuz non tornerà mai più a essere quella di prima della guerra. Naturalmente le norme internazionali saranno rispettate, ma sarà l'Iran a gestire lo Stretto di Hormuz". Ghalibaf ha sottolineato anche che l'accordo con gli Stati Uniti prevede anche lo sblocco di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati.  Ha inoltre lanciato un messaggio a tutta la regione, il Libano in particolare per rivendicare il merito di avere fermato un ulteriore bagno di sangue nel paese dei cedri. In conferenza stampa a Teheran, il portavoce Baghaei ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno l'obbligo di costringere Israele a cessare gli attacchi contro il Libano meridionale. Netanyahu da parte sua, non avendo peraltro partecipato ai colloqui e siglato alcuna intesa, si tiene le mani libere. Gli attacchi si sono sensibilmente ridotti, ma l'esercito di Israele non artretra dalle posizioni del Libano del sud occupate.