Usa-Iran tra minacce e trattative: in Oman i mediatori cercano di riannodare i fili del negoziato

Niente americani al tavolo negoziale in Oman. Un funzionario del Qatar, ha smentito alla rete Cbs quanto in precedenza riferito in merito alla presenza di una delegazione Usa in Oman per riprendere le trattative interrottesi con l'Iran dopo la ripresa delle ostilità. I negoziati continuano attraverso i mediatori.

Le ore che hanno preceduto la ripresa dei contatti, seppure indiretti, sono state segnate da dichiarazioni minacciose da entrambe le parti. L'Iran ha avvertito che non si sentirà più vincolato dall'accordo con gli Stati Uniti, volto a porre fine alle ostilità, se le violazioni di tale accordo da parte di Washington dovessero continuare.

La Guida Suprema Mojtaba Khamenei, da parte sua, nel suo primo messaggio dopo i funerali del padre e predecessore, ha dichiarato, in un comunicato scritto a lui attribuito e diffuso dai media statali, che "la vendetta è l'esigenza della nostra nazione e deve certamente essere attuata". In un post pubblicato venerdì sera, Trump non era stato da meno affermando  che "i missili sono pronti a colpire l'Iran, qualora Teheran tentasse di ucciderlo". La minaccia di Trump è giunta dopo che agenti israeliani hanno condiviso informazioni di intelligence su presunte minacce di assassinio nei suoi confronti.