Il giorno dopo la sconfitta elettorale, Donald Trump ha convocato i giornalisti. Per commentare il risultato? No, per parlare della sala da ballo che sta realizzando alla Casa Bianca e per la costruzione di "83 monumenti e statue" a Washington. Nell'occasione, dopo avere raccontato, sotto lo sguardo stupito di molti dei presenti, che la nuova sala per ricevimenti, "sarà la più bella al mondo", ha riservato qualche battuta anche alla sonora sconfitta incassata. Cosa ha detto? Di non temere l'impeachement, di non avere intenzione di licenziare il ministro della guerra Hegseth ed anche che, a differenza di quanto da lui stesso affermato poco prima, che la causa della sconfitta è solo legata al caro-vita e non anche la guerra all'Iran, come dichiarato dal suo vice, JD Vance.
Trump dopo la sconfitta: colpa del caro-vita, non della guerra all'Iran. Ma alla Casa Bianca con i giornalisti preferisce parlare della nuova sala da ballo
