Caso Minetti: la Procura di Milano annuncia nuovi accertamenti sulle circostanze che hanno portato alla grazia

“Abbiamo ricevuto dal ministero un'autorizzazione ampia a svolgere tutti gli accertamenti. Andremo ad indagare i dati che prima non emergevano e li andremo a sviscerare con tutti gli strumenti a disposizione”. La Procura di Milano promette un’azione rapida e incisiva per rispondere ai dubbi sollevati dal Quirinale sulle ragioni addotte per portare sul tavolo di Mattarella la richiesta di grazia per Nicole Minetti.
In merito agli accertamenti precedentemente disposti, alla base del provvedimento di clemenza concesso all’ex igienista dentale di Berlusconi ed ex consigliera regionale lombarda coinvolta con un ruolo da protagonista nelle vicende delle “olgettine” e condannata a complessivi 3 anni e 11 mesi per induzione alla prostituzione e peculato nei processi Ruby bis e Rimborsopoli. la Procura ha precisato che a differenza della volta scorsa non sarà seguito alcuno schema prestabilito: “abbiamo accertamenti liberi”. In campo anche l’Interpol.
Verranno ripetuti accertamenti in Uruguay ed anche in Italia sull'autenticità di documenti sanitari ed altro relativi all’adozione del bimbo da parte di Minetti e del suo compagno, erede della famiglia Cipriani, dalle modalità di adozione all'estero alla morte del legale della madre biologica del bimbo.
Il bambino adottato da Minetti, ha ricostruito in una sua inchiesta “Il Fatto Quotidiano” non è orfano e non è stato abbandonato dai genitori naturali. Per il quotidiano, l’adozione del bambino in questione sarebbe maturata in un contesto non chiaro, di povertà, con molti risvolti oscuri e possibili irregolarità. Proprio queste rivelazioni hanno spinto il Quirinale a sollecitare il Ministero della Giustizia ad approfondire la questione.