Caso Roggero: competizione a destra per intestarsi la battaglia politica. Polemiche sull'aggressione del 2005 all'ex fidanzato della figlia

Il caso Roggero e le questioni della sicurezza monopolizzano il dibattito politico. A destra, soprattutto, dove è in corso una gara per "cavalcare" la vicenda del gioielliere-giustiziere, facendo pressioni su Mattarella per la Grazia e promettendo candidature all'uomo condannato in via definitiva dalla Cassazione a quasi 15 anni per avere ucciso dopo una rapina due rapinatori in fuga. Promesse infondate, allo stato, vista la natura della condanna che priva il condannato della possibilità di essere candidato.

Se da una parte è forte la pressione mediatica in favore del gioiellieree per estendere i limiti della legittima difesa, dall'altra c'è chi ha ricordato un episiodio che ha visto in passato Roggero protagonista che sembra descrivere una persona incline a reazioni "scomposte" e ad un utilizzo "disisnvolto" delle armi: nel 2007 Roggero aggredì, minacciandoli arma in pugno, un ex fidanzato della figli e la sua famiglia. Per quella vicenda Roggero patteggiò nel 2007 una pena di due mesi e pagò una multa.

Di quell'episodio scrive in un post sui social anche la famiglia del gioielliere, scrivendo che si trattò "di istinto di protezione paterna". Nel post di dice inoltre di non comprendere "il clamore mediatico di questi giorni" e di non poter "accettare che Mario debba subire una ulteriore gogna mediatica, per un episodio completamente isolato avvenuto 16 anni prima".