Trump: abbiamo il controllo del Venezuela. Minacce a Iran, Messico, Colombia e Groenlandia. La presidente ad interim Rodriguez agli Usa: lavoriamo insieme

"Siamo noi ad avere il controllo del Venezuela". Parla con i giornalisti Donald Trump e come è ormai solito fare lancia avvertimenti e minacce a mezzo mondo. Se chi ad oggi governa il Venezuela non si adegua andrà incontro a gravissime conseguenze, ha ripetuto il capo della Casa Bianca. Avvertimento diretto in particolare alla presidente ad interim Dulcy Rodriguez, che da parte sua dopo aver presieduto la sua prima riunione di gabinetto, dal suo canale Telegram ha lanciato un appello alla cooperazione agli Stati Uniti:  "Presidente Donald Trump  il nostro popolo e la nostra regione meritano pace e dialogo, non guerra. Questa è sempre stata la posizione del presidente Nicolas Maduro, ed è la posizione di tutto il Venezuela in questo momento. Il nostro Paese aspira a vivere senza minacce esterne, in un clima di rispetto e cooperazione internazionale - ha detto ancora - Crediamo che la pace globale si costruisca garantendo innanzitutto la pace di ogni nazione. Invitiamo il governo degli Stati Uniti a lavorare insieme su un programma di cooperazione, orientato allo sviluppo condiviso, nel quadro del diritto internazionale, e a rafforzare una duratura convivenza comunitaria".

Gli Stati Uniti da parte loro, con in prima linea il segretario di stato Marco Rubio, stanno lavorando per istituire un governo ad interim che non ostacoli i propositi americani ed in particolare le mire sui ricchi giacimenti petroliferi del paese. ma le minacce formulate da Trump nel suo rispondere a ruota libera alle domande dei giornalisti hanno investito anche altri paesi: il solityo Iran, Messico e Colombia, la Groenlandia e quindi la Danimarca e la stessa Unione euriopea. "Abbiamo bisogno della Greonlandia", ha ribadito Trump. Le mire espansionistiche di Trump, a volte mascherate dalla lotta al narcotraffico, sono tese, da un lato ad acquisire importanti risorse naturrali, dall'altro a ridefinire gli spazi e le sue aree di infleunze per limitare e contrastare la Cina, principale obiettivo dell'attuale amministrazione americana. Pechino che vantava e vanta forti interessi in Venezuela, nel condannare l'azione anmericana contro Maduro, in maniera più incisiva di quanto fatto dalla Russia, ha assicurato che i suoi "interessi" in Venezuela "saranno protetti dalla legge". Il portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian ha ribadito la contrarietà di Pechino "all'uso della forza nelle relazioni internazionali" da parte degli Usa che allo stato rischia di minare la pace in America Latina. Lin ha inoltre espresso il pieno sostegno cinese alla riunione odierna del Consiglio di Sicurezza dell'Onu dedicata al Venezuela. Citato dalla televisione di stato, ha fatto sentire la sua voce anche il presidente Xi Jinping: "tutti i Paesi dovrebbero rispettare i percorsi di sviluppo scelti in modo indipendente dai popoli delle altre nazioni".

Infine Nicolas Maduro: detenuto a in un carcere di Brooklyn è atteso oggi davanti a un giudice federale a New York, per le accuse formali Usa a suo carico.