Stavolta può perdere. Viktor Orban da molti anni leader incontrastato dell'Ungheria, spina nel fianco dell' Unione europea, amico di Trump e Putin, affronta da sfavorito la sfida elettorale di questa domenica. Lo dicono i sondaggi della vigilia, lo dice il leader dell'opposizione e probabile vincitore delle elezioni, il 45enne capo di Tisza, Peter Magyar. "Dal 13 aprile l'Ungheria sarà una democrazia. Non illiberale e nemmeno popolare: semplicemente uno Stato di diritto democratico", ha scandito nei tanti comizi fatti durante la campagna elettorale. Ma Magyar è consapevole che per voltare davvero pagina e smantellare il sistema di potere messo in piedi negli anni da Orban occorre stravincere: per smantellare il regime occorre riscrivere le regole - a partire da una nuova Costituzione da sottoporre a referendum popolare - e per questo serve una maggioranza dei due terzi. Su di lui, un conservatore che si dice europeista e che fino al 2024 stava nello stesso partito di Orban convergono molte forze diverse tra loro.
Oltre 8 milioni gli elettori, 199 seggi in palio, che verranno assegnati con un sistema ibrido tra collegi uninominali e liste. L'affluenza si preannuncia alta, con la possibilità di superare il 70% registrato nel 2022. A trainare il voto si dice saranno soprattutto i più giovani, in maggioranza con Magyar. Potrebbero pesare molto anche i circa 500mila ungheresi all'estero, tra i quali si segnalano difficoltà nelle operazioni di voto.
