In Israele lo scrutinio è ormai pressochè completo. Nonostante la perdita di consensi e seggi, confermato il primato del Likud di Netanyahu e con esso del blocco che sostiene il premier, che però resta lontano dalla maggioranza dei seggi alla Knesset. Nel nuovo Parlamento potrà contare stando alle proiezioni su 54 seggi, laddove ne sarebbero necessari 61. Il blocco dell'opposizione guidato da Gadi Eisenkot, ottiene 49 seggi. A raggiungere unb risultato storico, oltre le previsioni sono i partiti arabo-israeliani con 17 seggi. Nel blocco di Eisenkot c'è chi spinge, è il caso del leader dei democratici Golan per un alleanza: “Abbiamo l’opportunità di formare un governo con gli arabi”. Il capo della Lista Unita araba da parte sua fa sapere di essere pronto a parlare con “Chi vuole un’alternativa a Netanyahu". Nel blocco di partiti di opposizione guidato da Gadi Eisenkot sembrerebbe forte l'interesse per un accordo con i partiti arabi, almeno per nominare un nuovo presidente della Knesset, incarico attualmente ricoperto da Amir Ohana, esponente del Likud. " Non permetteremo un'alleanza con questi individui", ha scritto minaccioso Netanyahu parlando di possibili accordi tra i suoi oppositori.
Il risultato che si va definendo al termine dello scrutinio ha in parte ribaltato le indicazioni degli exit poll. Ciò a causa del voto per corrispondenza e dei seggi speciali, dei militari soprattutto, non considerati nelle prime rilevazioni. A sostenere il blocco di Netanyahu molte delle città e delle comunità israeliane più colpite dall'attacco di Hamas il 7 ottobre 2023 e dai missili lanciati da Hezbollah dal vicino Libano.
