Sullo scontro istituzionale in atto in Polonia, decisa presa di posizione della Commissione europea, che ha invitato il presidente polacco, il nazionalista Karol Nawrocki a convalidare la nomina di otto nuovi giudici costituzionali. Una presa di posizione netta, assunta poco dopo le consultazioni tenute da Nawrocki con i rappresentanti dei partiti della maggioranza centrista e dell'opposizione nazionalista, volte a trovare una via d'uscita dall'attuale crisi politica e istituzionale. "Spetta alle autorità polacche garantire che il Tribunale costituzionale possa funzionare in conformità con la Costituzione polacca e nel rispetto della giurisprudenza pertinente della Corte di giustizia dell'Ue", ha dichiarato un portavoce della Commissione europea. La nomina di otto nuovi membri del Tribunale costituzionale rientra nella competenza costituzionale del Sejm (la camera bassa del parlamento), ma il presidente polacco, in aperto contrasto con il premier europeista, Donald Tusk, si è rifiutato di ratificarla.
La tensione è poi esplosa dopo che la giudice Anna Korwin-Piotrowska, nominata dall’attuale governo, ha annunciato la sospensione per un mese del controverso presidente della Corte, Bogdan Swieczkowski, e del suo vice, giustificando la misura con la necessità di ripristinare lo stato di diritto. Da lì lo scontro esploso anche nelle piazze. La polizia è stata schierata all’interno del complesso della Consulta, dove il presidente della Repubblica, rientrato d’urgenza interrompendo un volo ufficiale per il Senegal, ha fatto irruzione dopo che agenti antisommossa avevano impedito a numerosi sostenitori del partito dell'ultradestra Diritto e Giustizia (PiS) di accedere all’edificio. Nell'occasione tre persone sono state arrestate.
Durante il precedente governo nazionalista, sconfitto nel 2023, la Corte costituzionale di Varsavia era assoggettata al potere politico, circostanza sempre contestata dall'Ue.
