Per la costruzione a Milano della nuova sede del Consolato Usa in piazzale Accursio, che dovrebbe essere ultimata nel 2028, per un contratto da “200 milioni di dollari”, la società americana Caddell Construction Co., ha impiegato centinaia di lavoratori indiani "in condizioni di sfruttamento, approfittando del loro stato di bisogno" in una situazione di "para-schiavismo". E' quanto sostengono i pm di Milano Paolo Storari e Mauro Clerici che hanno hanno disposto il fermo per pericolo di fuga di Ulas Demir, manager della branca italiana di Caddell, indagato nell'inchiesta sul caporalato per la costruzione del nuovo Consolato Usa di Milano insieme alla società americana. Demir, è stato fermato all'aeroporto di Orio al Serio: i pm temevano stesse tentando la fuga, dopo che il controllo giudiziario al cantiere condotto il 26 maggio aveva riscontrato "numerose violazioni". Il manager turco era stato intercettato mentre al telefono con un interlocutore sconosciuto, manifestava la "chiara la volontà di fuggire". Il giorno dopo Demir ha acquistato un biglietto aereo per se e la famiglia con destinazione Istanbul.






