Usa-Iran: ore di intenso lavoro per i mediatori, Pakistan in testa. Una bozza di accordo potrebbe essere presentata a breve, ma resta il nodo del nucleare di Teheran

 

I mediatori in campo, Pakistan e Paesi del Golfo, convergono su Teheran per cercare di mettere a punto l'auspicato accordo tra Iran e Stati Uniti per la riapertura dello Stretto di Hormuz e la fine del conflitto. Alla volta della capitale iraniana, è partito il potente capo dell'esercito pachistano, Asim Munir, figura chiave nei colloqui tra Stati Uniti e Iran. Lì già si trova, per il terzo giorno consecutivo, a testimonianza dell'intensificarsi delle trattative , il ministro degli Interni del Pakistan, Mohsin Raza Naqvi. A Teheran è arrivata anche una squadra negoziale del Qatar. Doha, che ha svolto un ruolo di mediatore nella guerra di Gaza e in altre tensioni internazionali, si era finora tenuta lontana da un impegno diretto nel negoziato per la guerra con l'Iran. Secondo media arabi, la bozza finale di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, potrebbe essere annunciata entro poche ore. I punti chiave dell'accordo, riportati da media sauditi, includono, tra gli altri, il cessate il fuoco immediato, la garanzia della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e la graduale revoca deIle sanzioni statunitensi. L'accordo, riferiscono fonti della tv saudita,al Arabiya dovrebbe entrare in vigore immediatamente dopo l'annuncio ufficiale da parte di entrambe le parti.
La bozza finale dell'accordo non includerebbe nucleare e missili, eventualità alla quale gli Stati Uniti si oppongono. Il segretario di Stato Usa Rubio, dal vertice Nato di Helsingborg, in Svezia, ha parlato di "lievi progressi", ribadendo però il principio che Teheran "non potrà mai dotarsi di armi nucleari".

 

 

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